Coltiviamo piante e uomini

Medioevo

COSA DICE CHI AMO RIGUARDO ALLA DISCIPLINA UMORALE

PRESENTAZIONE DI TEORIA E DISCIPLINA UNORALE :
<"Noi non coltiviamo patate o pomodori. Noi coltiviamo l'UOMO">.

 

   Antonio Motta attualmente è forse l'unico interprete italiano di disciplina umorale* occidentale "intuitiva" ancora operante in europa. Da più di 15 anni pratica teoria umorale storica e moderna, filologica e  di ricerca. Impiega tecniche e comparazioni proprie dell' archeologia sperimentale alimentare prediligendo i settori di cucina, ben-essere, agricoltura (naturale e/o storica),  oppure le applica nelle arti teatrali d'improvvisazione.
     Quando si occupa di laboratori interdisciplinari il linguaggio e le sue declinazioni sembrano accompagnare immagini e sensazioni vive, capaci materialmente di esplorare le relazioni (concettuali e pratiche) tra uomo e natura in maniera del tutto originale.
     Grazie al "suo" concetto di DIAIT,(stile di vita o meglio "via della vita" come sembra essere  inteso alla maniera ellenica), intende la cucina storica e moderna nell' ambito d' influenza della disciplina  umorale. In tal modo prosegue le tradizioni millenarie che in occidentale hanno fatto da contrappeso di continuità a quelle orientali . L'impegno si riversa con tutta la sua forza sia dal versante pratico che in quello  concettuale attraverso il lavoro con le essenze, gli aromi, le fragrenze e gli oli essenziali.
      Nonostante che, nel resto del mondo , le pratiche antiche-umorali (ayurveda, tibetane, irachene, cinesi ed arabe) sono sopravvissute fino a giungere all'attenzione del pubblico occidentale essa stessa ha già sradicato la cultura e la memoria collettiva europea fino ad aver quasi definitivamente cancellato l'esperienza dei "nostri" avi (che anche essi) erano avezzi a queste pratiche umorali. Oggi le discipline e le pratiche umorali per così dire "endemiche" hanno subito un drastico ridimensionamento fino diventare "concetti in via d'estinzione". Per fortuna, come dice un vecchio adagio,  ciò che esce dalla porta può rientrare dalla finestra!
    Via le teorie umorali occidentali dalla porta, rientrano quelle orientali dalla finestra, sorelle gemelle nella vastità del tempo!
    Ancora un briciolo di sforzo e le conoscenze assunte sul territorio specifico della cultura "europea" saranno cancellate definitivamente a meno che........ Non si riesca a nutrirle prima che sia troppo tardi....Per quelli che non sono pratici forse è più utile semplificare ancora e spiegare che queste pratiche non sono uniformate ne tanto meno solo eterogenee o cumulabili.  Esse (le varie discipline umorali) rappresentano ("anche") un variegato mondo di differenze e identità proprie , eppure, nonostante ciò,  di fatto  condividono la medesima "filosofia", la stessa che ha seguito la disciplina umorale in oriente come in occidente . Quest'ultima è fra tutte quella di cui abbiamo meno conoscenze dirette, visto quanto poco è sopravvissuto all'impegno scentifico di estromissione nel dominio pubblico .
      Qualche volta può apparire assurdo che la conoscenza abbia viaggiato lontano per  ritornare dal respiro dell' India e  della Cina senza perdere continuità.Questo è sbalorditivo! Il genere uomano ha condiviso le medesime conoscenze essenziali sul tutto il pianeta e ad un certo punto è potuto succedere che dall'esterno arrivasse una conoscenza simile ("e non uguale") ma perfettamente e reciprocamente compatibili ...
  Nella prospettiva DIAIT (via della vita) praticata da Antonio ogni elemento sia esso personale, ambientale, umorale, psicologico o somatico , influisce e si riflette nell' espressione di una scelta "di vita" che  per quanto rarefatto sia il contesto astratto di-viene * -quando praticata nella vita "moderna"- capace  di essere ricondotta a tutte le relazioni possibili, dalla gastronomia antica fino alla coltivazione del campo o degli uomini.
   In senso aperto l'alimentazione che A. presenta è un tentativo di portare in essere un continuo fra le cose "dell'universo" attraverso le specifiche fasi della pratica umorale,  così come viene applicata ai pasti, agli alimenti, alle tecniche di conservazione e soprattutto alle attivazioni sensoriali specifiche. Solo in questo modo divengono di per se stesse idonee a porre o ad agevolare situazioni di equilibrio complessivo ove tutto si trasforma (metabolizza). 
    Forse spiegare è più difficile di quanto può sembrare e forse è  più semplice  (si fa per dire!) una breve riflessione su quel che qualcuno sostiene nella tradizione umorale:
"Per definizione storica (radicata nella tradizione orale) il sistema e le esperienze di questo genere non possono essere definite ma solo descritte". Cercherò quindi di descriverlo senza definirlo.
  Nel concetto di DIAIT praticato da Antonio, ogni elemento è unico ed irripetibile segnato dalle infinite e possibili combinazioni tra la materia e immateria. Insomma è un EVENTO (per difinizione unico) al quale si sussegue un EVENTO (eventi all'infinito) che difficilmente si coniugano con una struttura concettuale che tende all' immobilismo....
Ogni pasto è unico, ogni coltivazione ugualmente unica, così come è per l 'uomo che si avvale. L'uomo è il suo relazionarsi con "ogni cosa del mondo" rende l'individualità autentica ed unica solo quando riesce ad essere in armonia con tutte le altre "esistenze". In questo modo antico di pensare nessuna attività viene considerata a se stante e/o divisa dal complesso sistemi di insiemi, che danno a loro volta risultati unici ed irripetibili, quindi (per esempio in cucina) e certamente importante l' alimento sano, la semplicità ed il gusto allenato,  ma dal  "sapore" ci si allontana concentualmente e progressivamente verso e nei luoghi ove necessitano sensi allenati. Lo scopo (pare) essere che "i sensi ed il senso" devono, a loro volta, essere tarati per "vibrare" con tutte le cose dell'universo come in una sinfonia universale...(ovviamente ricordo che faccio per per dire nel senso descrittivo e non definitorio). Allo stesso modo (senza separazione) contano l' aprocio psicologico, il colore dell' ambiente, la temperatura, il pensiero ed ogni relazione col le cose del mondo. Diversi e molti altri fattori che neppure immagino contribuiscono a realizzare l'opera, e poi ancora, per dar la voce agli altri elementi naturali. Un "sintesi" della sintesi il discorso descrittivo (in quanto individuale) può riassumersi nella seguente massima: <......."un pensiero composto da molti elementi che difficilmente possono essere elencati senza che se ne preferisca uno all'altro e che quindi in sintesi dai "pratici" viene interpretato e ricercato alla stregua dell rapporto con tutte le cose dell'universo".....>.
   Secondo alcuni interpreti diviene normale che nella pratica umorale si miri a far divenire automatica una sorta di comprensione del mondo costantemente in relazione, capace  di giungere al di là della sola comprensione "fisica-mentale" quasi fosse l'istinto primordiale a realizzarsi nella sua progettualità immanente.
   In estrema sintesi o per chi preferisce metaforicamente,  abbisogna comprendere che  non si tratta solo di cucinare e presentare nel piatto  il pasto, oppure di coltivare nel campo, o di una tecnica agronomica; la T.U. praticata  in azienda da Antonio necessita di occuparsi di cucina o di coltivazioni fuori e dentro dell'uomo, in linea con il concetto di continuità espressa nelle teorie umorali classiche. Mi sembra di aver concluso abbastanza confusamente ma non me ne vogliate dato che tutti quanti, ben sappiamo la differenza tra la teoria e la pratica. Anche se molti ignorano quanto nella disciplina umorale questa differenza assume un rilievo del tutto particolare; differenza  che Ouspensky spiega meglio di me, a mio avviso cogliendo  il senso che nutre la disciplina antica , soprattutto nel rapporto allo scritto ed alla lettura in generale, nella sua impossibilità di definire  e descrivere al di fuori dell'oralità. Così -scrive Ouspensky- in ragione di altri argomenti qui parafrasati e asteriscati: ”E' opinione di chi scrive  che la scienza “Umorale e delle sue relazioni*” in un certo modo resta accessibile a tutti, ma lo è solo in forma incompleta e teorica, inutilizzabile in pratica da chiunque non sia stato istruito in questa scienza da un uomo o donna che la possiede”. Del resto cosa potrei mai aggiungere se non riconoscere che questa disciplina rimane  anche a me accessibile, incompleta e teorica..... Del resto come già dissi iniziando:"< Antonio Motta attualmente è forse l'unico interprete italiano di disciplina umorale* occidentale "intuitiva" ancora operante in europa>".

MAX


n.t.* 
1)nella T.U.O.I (teoria/disciplina umorale occidentale istintuale)
2)Esempi di pratiche umorali : Feng shui, Ayurveda, Tui nà, Unani-tib, agopuntura, medicina tibetana e cinese, yoga .

 

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